Colloqui coi genitori: tanti, vari. Problemi di frequenza, di apprendimento, di cattive compagnie.
O magari anche solo problemi di ridimensionamento, di ricontestualizzazione.
E' che alla fatica di preparare e correggere le ultime verifiche, senza perdere tempo (e senza ingenerare ansie), l'ansia arriva magari proprio ripensando se si è detto bene quel che si doveva dire a genitori e studenti: tutto, per tempo, coi dovuti modi. Con decisione ma anche discrezione.
Mi è tornato in mente questo brano di uno dei libri che amo di più: Nati due volte di Pontiggia. Sulla possibilità sbalordente che un messaggio non arrivi perché non lo vogliamo; magari perché confondiamo contenuti e modi (quei modi a cui pur tengo così tanto...)
«Qui
bisogna cominciare subito!»
Sgrano
gli occhi: «Che cosa?»
«La fisioterapia! Molte ore al giorno! E voi dovete collaborare a tempo pieno!»
Si è rivolta a Franca, che tradisce un panico silenzioso.
«Non bisogna perdere tempo!» aggiunge. «Già se ne è perso troppo!»





