giovedì 1 novembre 2012

Nani (sulle spalle di giganti...)

Qualche giorno fa, su Youtube, ho ascoltato l'ultima intervista di Pasolini: davvero un altro mondo, il suo, con parole e riferimenti così lontani dal nostro tempo... 
Eppure mi spiace che non si parli più di lui: nessuno ha più saputo percorrere la sua intuizione sull'omologazione di oggi, così scomoda e così vera.

Ieri, per esempio, mi si è stretto il cuore in classe. Prima di introdurre il nuovo argomento di letteratura, dico agli studenti: "Abbiamo cominciato a studiare letteratura: tenete presente che, quando lavoreremo su un certo argomento, mi interessa che voi abbiate bene in mente quel che dico io, quel che dice il libro di testo, e quello che penserete voi". Il concetto mi sembrava semplice e condivisibile. Ma (giustamente) subito si alza una mano: "Prof è impossibile che noi possiamo esprimere un nostro parere:

domenica 14 ottobre 2012

Vite a metà

 Foto: © B. Zoggia
Negli ultimi anni ho avuto spesso a che fare col biennio. Forse anche per questo vedo ragazzi che patiscono di più per le divisioni in famiglia. E' normale poi che le loro mamme vengano più spesso ai colloqui, e così mi raccontino.
Quindi io non so se la sindrome di PAS sia qualcosa che meriti o no di entrare adesso nei manuali di psicologia e psicopatologia: i ragazzi soffrono di situazioni di questo tipo, comunque. E certo la solitudine che patiscono gli individui nella nostra società non può che accentuare queste fratture, fino magari a renderle mostruose e sconcertanti.
Nonostante la diffusione di tali situazioni, i ragazzi e le loro famiglie non se ne fanno ragione (qui il principio del "mal comune, mezzo gaudio" non attacca proprio - e meno male, dico io...).

Per converso, mi torna spesso in mente in questi giorni un brano di Piero Chiara che per me racchiude una delle dichiarazioni  di riconoscenza più alte che siano mai state rivolte a un padre (spesso i grandi - "colpevoli" - assenti dai miei colloqui...):

A volte mi domando se mio padre ricorda ancora quei giorni. E se si è mai reso conto di quanto imparavo da lui nei silenzi di quei pomeriggi d'inverno. L'inverno mi pareva un personaggio vivo, e il lago, le piante, il battello, tanti esseri che prendevano vita e sostanza alle sue parole e ai suoi gesti.

mercoledì 19 settembre 2012

Tutti attorno a un tavolo



Ieri stavo per entrare in una mia classe, ma una bidella mi ha bloccato sulla porta: "Non si può entrare, stanno montando la LIM...". Gioia per la LIM (che spero non sia solo temporanea), e ricerca di un'aula vuota che ci ospiti.
Per ora è libera quella della futura sala computer: lunghi banchi vuoti addossati alle pareti. Occorre ricreare uno spazio per noi! Formiamo un enorme quadrato e ci sediamo tutti attorno, me compresa. E cominciamo la lezione: la prima di Epica. Cos'è il mito, quali conoscono, qual è la differenza tra miti/leggende/testi epici... 
 
Uno dei primi racconti che mi citano è quello di Minosse e del Minotauro: una studentessa parte in quarta a raccontare, ma si blocca perché non si ricorda più alcuni passaggi, oppure torna indietro perché si rende conto che alcuni particolari importanti non li ha citati prima. Così tutti insieme contribuiamo a integrare, il racconto passa di bocca in bocca, si arricchisce, si precisa, si confrontano versioni differenti...
Bilancio:

domenica 16 settembre 2012

La tentazione dell'abisso


Buzzati è una scoperta sempre.

Dopo tre giorni passati a illustrare l'importanza della grammatica italiana e latina, sabato ho voluto rileggere in una mia prima liceo "Il colombre". 
Istintivamente lo lego all'età in cui appunto l'ho scoperto io (13-14 anni); e infatti è piaciuto a tutta la classe, anche a chi l'aveva già letto. Eppure, parlarne con loro questa volta ha aperto per me nuovi misteri.


Leggo con calma, e gli studenti seguono bene (è l'ultima ora di sabato). Poi concedo 30 secondi di pausa, dopo questa lettura lunga e... "Come altro potremmo definirla?". "Bella". "Interessante". "Intrigante". "Drammatica" (gli aggettivi che trovano sono sempre più precisi, mi accendono in fretta!).

mercoledì 5 settembre 2012

Col corpo e con la mente

Questa estate mi sono concessa il "lusso" di quattro giorni volanti in Irlanda (non che siano state le mie uniche ferie: ho trascorso una settimana anche in Val d'Aosta e in Sardegna...). Il lusso deriva, oltre che dall'ottimo albergo in cui abbiamo prenotato, dall'aver deciso di andar via con alcuni miei colleghi di scuola, senza studenti. La proposta è stata di una collega di inglese che conoscevo appena, e mi son detta: "Se uno degli aspetti più importanti del mio mestiere sono i rapporti che si costruiscono, val la pena investirci...". Così, ecco scelta la meta: volo low cost con atterraggio a Knock; 3 notti a Westport; programma abbozzato da casa per visitare i dintorni.
La prima scoperta è stata proprio l'aeroporto:

venerdì 20 luglio 2012

Se ti chiama un puma

Foto: © B. Zoggia
Ieri sera ho assistito al mio primo concerto blues in piena regola: Idro in Blues, capitanato da Fabio Treves, band e amici.
Prima sorpresa: è stato un concerto bellissimo. Per me che di blues conoscevo poco o niente, una sorpresa potermi sentire in piena consonanza con loro. E, sorpresa nella sorpresa, proprio Treves, il "puma di Lambrate" (sic!).
Tutto è carismatico in lui: passi, gesti, voce. E suona "appena" una armonica: ma non ho mai creduto si potesse essere così espressivi con uno strumento tale. Così mi sono resa conto che il vero "carisma" non consiste tanto negli strumenti di cui si dispone, ma nella quantità di noi stessi che vi immettiamo: quell'armonica a bocca era tutto lui, tutto il suo gusto di poter suonare con i suoi amici, tutto il suo gusto di vivere.
Prima che arrivasse sul palco la musica è stata piacevole; ma quando è approdato lui, tutti si sono risvegliati. Come se li chiamasse in vita e loro non potessero non rispondergli: e così sono emersi anche il batterista, il chitarrista...
Mi piace pensare che nella vita non sia diverso: se qualcuno chiama forte, semplicemente essendo se stesso, richiama anche me. Omaggio perciò a lui, e a chi come lui sa risvegliarmi nel gusto per una vita così.

domenica 15 luglio 2012

Leggere insieme

Quest'anno le trasmissioni scolastiche per me si sono interrotte al 15 giugno (sì, ok, ci sono stati i giorni di assistenza obbligatoria agli scritti di maturità... ma poi nulla più). Quindi, fino all'1 settembre, stop.
E' la brusca estate dei prof: mesi e mesi a correre (soprattutto gli ultimi), poi il nulla, all'improvviso (mi ricorda una bella poesia di Montale...). Peccato, perché non sapendo neppure le classi che avrò l'anno prossimo, la situazione risulta sempre un po' buffa; si potrebbero altrimenti mettere in cantiere progetti coi colleghi (ce ne saranno pure altri che, come me, patiscono l'inerzia? Credo di sì...).
Insomma, tre mesi a spasso (o due e mezzo...) mi sembrano sempre troppi...

Comunque, refrigerio nell'arsura estiva, l'insegnante che è in me gode moltissimo dei piaceri della lettura.
Grazie ai consigli di vari amici mi sono gettata su alcuni arretrati, cui si sono sommati in fretta nuovi titoli. Ecco, nell'ordine, quelli che ho divorato nell'ultimo mese: